Capitolo 1
La strana scatola nera
E' una fredda, notte d'inverno a New York, nevica. Bob, intirizzito ed ubriaco cammina a stento, un po’ per il freddo ed il suo stato, un po’ perché è buio nel vicolo e deve stare attento ad evitare l’immondezza sparsa qua e là da altri barboni come lui, in cerca di cibo nei cassonetti. Ma la sua preoccupazione ora non è tanto mangiare quanto riscaldarsi. Ha cercato di accendersi un fuoco ma i legni che si è procurato sono ormai bagnati dalla neve che si è sciolta su di essi. Apre un cassonetto alla ricerca di qualcosa di asciutto da bruciare ma niente. Fruga in quello a fianco trovando finalmente qualche giornale ma non è sufficiente; la sua ricerca continua nel successivo. Ad un tratto sente dei passi, qualcuno si avvicina. D’istinto si allontana dal cassonetto, non ama molto il contatto con la gente. Mentre cammina sente che quella persona si ferma e posa qualcosa. Si rincuora pensando che sia solo qualcuno che deve buttare le sue cose e non qualche pazzo intollerante che si diverte a provocare, picchiare e talvolta far fuori qualche barbone. Non che lui sia un tipo facile da impaurire, è un omone nero, abituato al confronto corpo a corpo, ma contro le armi c’è poco da fare. E i neri, come lui, sono anche più presi di mira quindi la sua attenzione è sempre alta. Lui conosce bene quel mondo. Vent’anni fa era un detective pluridecorato e di cattiverie e barbarie ne ha viste tante.
Si volta quindi leggermente, mentre cammina, e scorge un ragazzo intento a raccogliere pezzi dentro la scatola che ha poggiato in terra per poi buttarli.
Il ragazzo ricambia il suo sguardo. Ha in mano una scatola nera che luccica un po’ sotto la poca luce proveniente da un lampione.
Hey! – grida verso Bob cercando di attirare la sua attenzione – la vuoi questa?
E’ una scatola di legno, ti può essere utile.
Bob si gira verso il ragazzo e lui gliela lancia. Bob fa un accenno col capo in segno di ringraziamento.
Prego – risponde il ragazzo.
Il giovane termina di buttare le sue cose e se ne va mentre Bob esamina quell’oggetto che si ritrova in mano. E' uno antico scrigno di legno, nero con profili dorati. Ora è chiaro cosa luccicasse alla luce. Comincia come ad avere la sensazione che le mani gli si stiano scaldando. – E’ solo un’impressione – pensa Bob, l’ubriachezza gioca brutti scherzi. E sorride. Così poggia la scatola e la sensazione di calore svanisce. La riprende e ricomincia. Per nulla spaventato, complice la sbornia, ma anzi incuriosito, esamina lo scrigno con più attenzione nonostante la poca luce a disposizione. C'è una chiave, la ruota e lo scrigno si apre di scatto. All'interno c'è una base di velluto rosso con il supporto un anello, che non c’è più. Sul coperchio uno specchio un po' macchiato e deteriorato dal tempo. E' una vita che Bob non si guarda in uno specchio.
Dio mio come mi sono ridotto – è la sua amara riflessione.
Mentre si specchia strofina lo specchio come per pulirlo e vederci meglio quando improvvisamente un bagliore accecante colpisce i suoi occhi. Li chiude di scatto e prima ancora che si renda conto di ciò che sta succedendo....
Ciao! – dice il giovane distinto apparso dalla luce tenendogli delicatamente le mani con lo scrigno.
E’ un bel giovane sorridente, sguardo da buono, un accenno di barba ma stranamente vestito. Porta un turbante dorato con una piuma viola disposta frontalmente mantenuta da due fili di perle anch’esse dorate intrecciate nel turbante. Indossa un abito viola con ricami dorati e maniche turchesi. – Sembra uscito da un set cinematografico – pensa Bob.
E comunque, per niente spaventato gli risponde:
Vuoi lo scrigno vero? Prenditelo pure.
No! Io sono il tuo servitore e se ti ho tenuto le mani è solo perchè non volevo che sbattessi la mia casa a terra. – risponde il giovane ironicamente e con un sorriso –
Ah, capisco – ribatte Bob fingendo di assecondarlo. – Sei più fuori di me!
Allora, cosa vuoi? – chiede Bob spazientito
Esprimi un desiderio e sarà esaudito. – risponde il giovane lasciandogli le mani –
Si certo – controbatte Bob ironicamente – accendimi un fuoco che fa freddo.
Se questo è il tuo desiderio, padrone, sarà fatto.
In men che non si dica appare un contenitore con all'interno un fuoco ristoratore.
Hmm, non male. Hai deciso di usare me per i tuoi esperimenti di mago? – Bob è sempre più ironico – OK, voglio un letto.
E letto sia mio padrone – risponde felicemente il giovane.
Wow, sei bravo!
Cosa vuol dire "sei bravo" sono un genio, certo che sono bravo! – Mai sentito parlare di un genio? Esaudisce i tuoi desideri! – commenta il giovane infastidito.
OK, allora se sei un vero genio – ribatte Bob – trovami mio figlio e portamelo qui, ora!
Certo mio padrone. Indossa l'anello. – Chiede il genio –
Quale a... – Bob si interrompe. Aprendo lo scrigno aveva subito notato che in origine doveva contenere un anello. La sua abitudine nell’osservare i particolari era rimasta inalterata nel tempo. E quindi prosegue
Anello? Perchè che cosa c'entra ora un anello.
E' l'anello per l'esaudimento dei desideri più complessi. Senza quello non posso fare nulla, mio padrone. Sono dolente ma non posso.
Si, si, certo – commenta Bob spazientito.
Esprimi un altro desiderio, mio padrone. Qualcosa che ti possa aiutare a trovare tuo figlio! – suggerisce il genio.
Riportami qui l’anello allora! – disse Bob –
Anche questo non è in mio potere, padrone – risponde il genio desolato – solo il custode dello scrigno lo può recuperare e il custode ora sei tu.
Ma tu non avresti dovuto impedire che l’anello venisse rubato?
Il padrone di solito lo indossa, se non l’ha riposto ci sarà un motivo!
Beh, sai una cosa? Fai proprio pena come genio. – taglia corto Bob tra il rassegnato e il deluso –
Allora fammi vincere alla lotteria. – prosegue nonostante tutto – Domani è il giorno dell'estrazione e il montepremi è di 160 milioni di dollari! Questo è in tuo potere?
Certo padrone! Eccoti i numeri. – Subito un rotolo di carta pergamena compare nella tasca del cappotto che Bob indossa.
Bene padrone – dice il genio con tono di commiato – ora devo andare. Hai tre desideri al giorno e li hai espressi tutti. A domani, buonanotte.
Sotto gli occhi inebetiti di Bob lo scrigno si chiude e il genio vi scompare all’interno.
Non buttarmi, tienimi con te! – grida il giovane da dentro la scatola chiusa. – Mi sei simpatico!
Bob è incredulo nonostante tutto e si porrebbe mille domande se fosse sobrio. Ma ormai, stanco e vinto dall'alcool si sdraia per la prima volta dopo anni in un vero letto caldo accanto al fuoco e si addormenta profondamente.
Alle prime luci dell'alba non appena apre gli occhi, vedendosi in un letto vero si alza di scatto e si siede su di esso.
Mio Dio – esclama stropicciandosi gli occhi – era tutto vero!
Lo scrigno è ancora lì al suo fianco. Si ricorda quindi della richiesta di numeri fatta al genio e concitatamente cerca nelle tasche la pergamena. La trova, la estrae e la apre. Contiene effettivamente dei numeri. Ma realizza anche di non avere soldi con sé. Gli ultimi li aveva usati per comprarsi da bere la notte prima. Un uomo gli aveva venduto una bottiglia di Jack Daniel’s, il suo whiskey preferito, per pochi dollari. Occasione che non si era potuto far sfuggire visto che per via del suo alto costo erano secoli che non ne beveva un goccio e quel giorno aveva proprio festeggiato scolandosi l’intera bottiglia!
Nel bel mezzo di questa riflessione, il rumore di tacchi femminili attira la sua attenzione. Era raro vedere una donna transitare nel “suo” vicolo. Quindi al 99% doveva trattarsi di Alma Dulce, la sua assistente sociale.
Ed era lei, infatti, la Dolce Anima come usava chiamarla lui nei suoi pensieri. Un giorno lei gli raccontò che fu sua mamma a scegliere il suo nome dopo averla vista in viso appena nata. La triste nota è che lei lo aveva appreso da grande leggendo un diario che la donna aveva cominciato a scrivere alla sua nascita e che si era però tristemente interrotto a causa del suo decesso per un tumore quando Alma aveva appena 3 anni.
Bob ha un’alta stima di lei. Nonostante una vita difficile ha studiato e si è laureata in psicologia. E ogni volta che la vede pensa a suo figlio, a chissà se sarà vivo o morto e, se è ancora vivo, che ragazzo sarà diventato.
Hey Bob, che letto! – esclama Alma sorpresa e sorridente – Dove l'hai trovato?
Ah, è venuto un genio e ha esaudito un mio desiderio. – risponde lui con ironia – .
Ha, hai sempre voglia di scherzare, Bob. – commenta Alma –
Alma – dice Bob in tono serio rivolgendosi a lei – per favore, giocami questi numeri. Io non ho soldi, se vinciamo facciamo a metà, d’accordo?
Beh, potremmo sistemarci per la vita! – esclama Alma in tono ironico.
Prova – controbatte lui – non si sa mai. Tieni tu la ricevuta, mi fai sapere domani.
Nonostante i precedenti della notte prima è abbastanza scettico sul risultato che potranno dare quei numeri ma comunque non se la sente neanche di non tentare.
Certo Bob, sarà un piacere.
Alma è sorpresa, in tanti anni che lo segue non le aveva mai chiesto niente. Ovviamente non immagina neanche lontanamente che questo genio esista davvero, pensa sia stato un gioco di Bob.
Allora ciao Bob, a domani.
A domani. – replica Bob –
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Fine del Capitolo 1
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Consigli e suggerimenti sono ben accetti, grazie :)
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